Tante le novità in arrivo con il rinnovo di molti contratti nazionali. E crescono gli obblighi legati ai benefit. Ma c’è un modo molto semplice per gestirli a zero pensieri.
Il welfare aziendale come leva strategica per attrarre talenti, fidelizzare i collaboratori e costruire un ambiente di lavoro più sano e produttivo. Ma anche come obbligo di legge per i datori di lavoro. Sono infatti sempre di più i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) che prevedono oneri precisi in materia di welfare.
È il cosiddetto welfare contrattuale: un sistema che cambia le regole del gioco, introducendo benefit obbligatori (e misurabili) nei rapporti tra imprese e lavoratori.
In questo scenario, le aziende non solo devono restare aggiornate, ma anche saper gestire in modo efficace e conforme quanto previsto dai rinnovi contrattuali. E qui entra in gioco Welbee, la piattaforma che rende tutto più fluido, semplice e vantaggioso per tutti. Ma andiamo con ordine.
Welfare contrattuale: cosa prevedono oggi i CCNL
Ad oggi, molti dei principali contratti collettivi includono già misure di welfare contrattuale, obbligatorie per tutte le aziende che li applicano. Ecco alcuni esempi aggiornati:
- welfare CCNL Metalmeccanici Industria: prevede l’erogazione di 200 € annui in strumenti di welfare per i dipendenti in forza al 1° giugno di ogni anno. Per il 2025, i 200 € dovranno essere assegnati entro il 1° giugno 2025 e potranno essere spesi dai lavoratori entro il 31 maggio 2026.
- welfare CCNL Tessile, Abbigliamento e Moda: dal rinnovo del novembre 2024, le aziende devono erogare 200 € in welfare aziendale entro il 31 dicembre di ogni anno.
- welfare CCNL Uneba (Servizi Socio-Assistenziali, Socio-sanitari, Educativi): prevede l’erogazione obbligatoria di 250 € annui in welfare, da mettere a disposizione dei dipendenti entro il 24 dicembre di ogni anno.
- welfare CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri: le aziende devono erogare 200 € in beni e servizi di welfare entro il mese di giugno di ogni anno.
- welfare CCNL Commercio: le aziende versano i contributi obbligatori direttamente a enti e fondi bilaterali tra cui FondoEst, gestito da Unisalute del gruppo Unipol
Sebbene le risorse non siano mai abbastanza, le intenzioni del legislatore sono chiare. Tra azienda e dipendente è necessario incentivare una relazione costruita non solo sul rapporto di lavoro, ma anche dal livello di benessere che ne deve derivare. E quindi il tema welfare avrà un ruolo sempre crescente nelle politiche di sviluppo sociale e industriale degli anni a venire.
I prossimi rinnovi e il “nuovo welfare”
Guardando ai tavoli di trattativa aperti, una cosa è chiara: il welfare, come abbiamo detto, sarà sempre più protagonista nei prossimi rinnovi dei CCNL. Ecco le direttrici principali:
1. Incremento degli importi welfare
Molti contratti in fase di rinnovo prevedono un aumento delle somme minime da destinare ai piani welfare, soprattutto in risposta al caro vita e all’inflazione. Si parla di importi che potrebbero arrivare fino a 300–400 € annui nei prossimi bienni.
2. Personalizzazione dei benefit
Non più solo assistenza sanitaria e buoni spesa: i nuovi CCNL mirano a rendere il welfare più flessibile, con piattaforme che consentano ai lavoratori di scegliere i benefit più adatti al proprio stile di vita.
3. Welfare per tutti, anche nei settori finora esclusi
Settori storicamente meno “strutturati” sul piano contrattuale (come il turismo, il terziario, la ristorazione) stanno aprendo alla formalizzazione del welfare nei contratti collettivi. È l’inizio di una nuova stagione.
4. Focus su benessere e work-life balance
Cresce l’attenzione per la salute mentale, la genitorialità, la mobilità sostenibile. Temi che i CCNL stanno progressivamente integrando nei pacchetti welfare, con formule innovative.
Oltre l’obbligo: il welfare come investimento strategico
È vero, il welfare contrattuale è un obbligo, e in quanto tale richiede attenzione, rispetto delle scadenze e conformità alle norme. Ma limitarsi a “fare il minimo indispensabile” rischia di trasformare un’opportunità in una pura incombenza amministrativa.
E se invece il welfare venisse visto per ciò che realmente è? Una leva strategica per il benessere aziendale, capace di generare valore concreto, sia per i collaboratori che per l’impresa.
Ecco perché in Unipasetti consigliamo sempre di andare oltre il semplice adempimento. Iniziando a ragionare con un piano. Un piano welfare ben strutturato e comunicato:
- migliora il clima aziendale e il senso di appartenenza;
- contribuisce alla fidelizzazione del personale, riducendo il turnover;
- rafforza l’employer branding, rendendo l’azienda più attrattiva per i talenti;
- ottimizza il costo del lavoro, grazie ai benefici fiscali e contributivi previsti dalla normativa.
In altre parole, trasformare un obbligo in una strategia, la vera chiave per rendere sostenibile e vantaggioso il welfare aziendale nel lungo periodo.
E farlo, oggi, è più semplice che mai.
Come semplificare tutto questo? Con Welbee
Se stai pensando che gestire tutte queste novità possa diventare complicato… hai ragione. Ma non se usi Welbee, la piattaforma del Gruppo Unipol dedicata al welfare aziendale e contrattuale.
Con Welbee puoi:
- Gestire gli obblighi contrattuali in modo automatico, con scadenze preimpostate per ogni CCNL.
- Offrire ai dipendenti un catalogo ricco e personalizzabile di servizi: salute, mobilità, istruzione, benessere.
- Monitorare e rendicontare l’utilizzo dei benefit in un solo click.
- Semplificare le comunicazioni, grazie a una piattaforma intuitiva e progettata anche per chi non ha esperienza HR.
Con Welbee, il welfare contrattuale diventa finalmente accessibile, fluido, personalizzabile. E anche per la tua azienda, potrebbe diventare il punto di svolta nella gestione delle persone.
Vuoi saperne di più? Parlane adesso con un nostro consulente.
Vuoi saperne di più?
Chiedi adesso informazioni ai nostri consulenti. Facile e senza impegno!
Chiedi informazioni


