L’agenzia vicentina Unipasetti, specializzata nel welfare aziendale, è tra le prime 20 agenzie Unipol in Italia – unica nel distretto nordest – chiamate a sperimentare la nuova partnership sottoscritta a livello nazionale tra il brand assicurativo e il Gruppo Pellegrini, fornitore di servizi di ristorazione specializzato nelle forniture aziendali e nei buoni pasto.
Il progetto mira a rivoluzionare il mercato dei ticket digitali per i pasti dei dipendenti attraverso una proposta co-brandizzata, sostenibile e smart, che va a completare l’offerta dei servizi erogati da Unipol attraverso la propria piattaforma di welfare digitale Welbee.
Accordo Welbee-Pellegrini, a chi si rivolge
La nuova soluzione si rivolge a PMI (con meno di 50 dipendenti o 50 milioni di fatturato) e liberi professionisti, offrendo vantaggi fiscali significativi sia ai titolari sia ai lavoratori, oltre a garantire semplicità gestionale e ampia spendibilità su oltre 120.000 esercizi commerciali attivabili da remoto, con particolare capillarità nel nordest, dove si contano oltre 41.500 esercenti già attivi.
I lavoratori potranno contare su buoni in esclusiva versione digitale, del valore di 8 euro l’uno (cioè il massimo contributo riconoscibile esentasse) gestibili comodamente tramite app per i propri acquisti per la pausa pranzo.
Unipasetti ancora avanti
Unipasetti è stata selezionata tra oltre 500 agenzie in tutto il Triveneto sulla scia dei risultati record ottenuti fino a oggi proprio nella promozione di Welbee, il portale multicanale che permette in particolare alle piccole e medie aziende di investire nel welfare – compreso quello previsto da contratto – in modo semplice. Attraverso Welbee l’azienda può attivare un “conto welfare” per ciascun dipendente, che poi può trasformarlo in moneta digitale a proprio piacimento scegliendo tra tantissimi servizi, tra cui molti per la gestione salutare del tempo libero, la formazione e il sostegno alla famiglia.
«La partnership con Pellegrini rende oggi completa l’offerta attivabile tramite Welbee, a cui mancava solo la “ciliegina” dei buoni pasto per considerarsi davvero a 360 gradi. È un onore essere tra i primi a proporre il welfare da un'altra prospettiva, come strumento sostenibile e gestibile in modo semplice. Uno strumento, soprattutto, a portata delle piccole imprese, che in questo territorio ancora sono restie a considerarlo come strategico nel proprio percorso di sviluppo».
Matteo Pasetti | Titolare Unipasetti Welfare
Uno strumento con un grande potenziale
Sebbene il nordest rappresenti infatti una delle aree più produttive del Paese, solo il 9% dei lavoratori beneficia oggi di buoni pasto, a fronte del 24% del nordovest, e con una media nazionale del 16%. Questo divario evidenzia come la pratica non sia ancora pienamente consolidata, generando per molte aziende una minore competitività nell’attrarre e trattenere i talenti, specialmente tra i profili più giovani o qualificati. L’adozione di strumenti di welfare moderno rappresenta quindi una leva strategica fondamentale per potenziare l’attrattività del territorio.
Il mercato promette una forte accelerazione nei prossimi anni. Nel 2024, in Italia sono stati venduti circa 670 milioni di buoni pasto, per un valore medio di 6,75 €, con una netta prevalenza della versione digitale (90,9% del fatturato). Per il 2025 si prevede che il valore complessivo investito possa salire da 4,5 a 4,8 miliardi di euro.
A spingere lo strumento anche il nuovo Ddl Concorrenza, che ha abbassato al 5% il tetto massimo delle commissioni applicate dalle società emettitrici agli esercizi commerciali chiamati ad accettare i buoni pasto (le aliquote precedenti in alcuni casi raggiungevano anche il 18%), rendendo molto più appetibile per molti negozianti accettare il welfare come strumento di pagamento.
Il progetto pilota si concluderà nel mese di settembre, per poi essere esteso a livello nazionale.


