Pensioni: il nuovo “patto” è con le imprese – La nostra quarta puntata su Radio Veneto 24

Il sistema previdenziale italiano si affaccia rischia di andare in cortocircuito a causa di un modello non può autosostenibile. E allora il nuovo “patto” dev’essere tra imprese e cittadini, attraverso le nuove forme di welfare aziendale.

Il sistema pensionistico italiano è al centro di un dibattito sempre più acceso: tra il calo demografico, l’aumento del numero di pensionati e un livello di consapevolezza ancora troppo basso, il futuro delle pensioni appare incerto.

Ne abbiamo parlato nella nuova puntata di Veneto 24 per il sociale su Radio Veneto 24, dove Matteo Pasetti ha analizzato la situazione attuale e le prospettive future del welfare previdenziale, mettendo in luce il ruolo chiave che le aziende possono giocare per garantire maggiore sicurezza economica ai lavoratori.

Pensioni: numeri allarmanti e prospettive per il futuro

Attualmente il sistema pensionistico nazionale si basa principalmente sull’INPS, istituto che però si trova di fronte a grandi difficoltà come confermano i dati:

  • Nel 2040, la percentuale di pensionati rispetto ai lavoratori attivi sarà del 67%, con un sistema sempre più sbilanciato.
  • Dal 2030, oltre 1 milione di baby boomer andrà in pensione, aumentando la pressione sulle casse previdenziali.
  • Secondo alcune stime, già dal 2030 l’INPS potrebbe non riuscire più a garantire adeguata copertura alle pensioni, mettendo in discussione la sostenibilità dell’intero sistema.


Uno dei problemi principali è poi la scarsa consapevolezza degli italiani sul tema previdenziale: l’82% delle persone non sa quando andrà in pensione, né come verrà calcolato il suo assegno pensionistico.

Come si calcolano le pensioni oggi? Il nodo del montante contributivo

Una delle questioni più discusse riguarda il montante contributivo, ovvero l’unico parametro che determina l’importo della pensione. Questo significa che più contributi si versano, più alta sarà la pensione, ma molti lavoratori non sanno che i loro versamenti all’INPS non servono solo per la pensione di vecchiaia, ma finanziano anche altre cinque prestazioni:

  • Pensione di invalidità
  • Pensione di premorienza
  • Pensione di inabilità
  • Pensione di reversibilità
  • Altre forme di assistenza sociale

Questo patto di “solidarietà intergenerazionale” sta però entrando in crisi, poiché il calo delle nascite e l’aumento della speranza di vita rendono il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati sempre più squilibrato.

Perché il welfare aziendale può fare la differenza

Alla luce di questa situazione, i lavoratori di oggi non possono più affidarsi esclusivamente alla pensione pubblica per garantire il proprio futuro. È qui che entra in gioco il welfare aziendale, un’opportunità che molte aziende ancora non sfruttano a pieno.

I vantaggi del welfare aziendale in chiave previdenziale:

  • Fondi pensione complementari: le aziende possono contribuire a fondi pensione integrativi per i propri dipendenti, aumentando il montante contributivo e migliorando la futura pensione.
  • Soluzioni di protezione per la famiglia: strumenti di welfare che tutelano il reddito in caso di imprevisti, come polizze LTC o coperture per invalidità e premorienza.
  • Potenziamento del potere d’acquisto: il welfare aziendale permette ai lavoratori di risparmiare su spese quotidiane, liberando risorse da destinare alla pianificazione previdenziale.

Il membro di famiglia che porta a casa il reddito principale, ad esempio, dovrebbe considerare con attenzione questi strumenti, poiché i contributi INPS potrebbero non essere sufficienti a garantire una pensione dignitosa in futuro.

Ascolta la seconda puntata di "Welfare per il sociale" su Radio Veneto 24

Non perdere questa nuova intervista! Matteo Pasetti spiega con numeri e dati concreti perché il sistema pensionistico è in crisi e come le aziende possano intervenire con soluzioni di welfare aziendale a supporto dei dipendenti.

Il progetto Radio Veneto 24 per il sociale

La rubrica di Radio Veneto 24 dà spazio alle realtà che operano nel terzo settore, raccontando progetti, strumenti e iniziative che migliorano la qualità della vita dei lavoratori e delle comunità. Tra i partner di questa iniziativa ci sono eccellenze come la Fondazione Città della Speranza, il Villaggio SOS di Vicenza, la LILT di Padova, l’Università di Padova e molti altri.

Un’occasione unica per scoprire come il welfare aziendale possa trasformarsi in una leva sociale, promuovendo sostenibilità, benessere e inclusione. Tutti i dettagli del progetto li trovi qui.

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